N.B. Questo articolo è stato scritto e pubblicato in concomitanza all’emergenza sanitaria mondiale dovuta alla pandemia COVID-19. Le fotografie sono state scattate antecedentemente al periodo di restrizione. L’intento di tale articolo non è di minimizzare o evitare l’argomento, bensì la volontà di guardare avanti con positività, aggiungendo report più leggeri ai report attuali di aggiornamento contagi.
Grazie dell
a comprensione.

Quando partiamo per un viaggio premiamo inconsapevolmente il tasto “reset” nella nostra testa.
Giunti a destinazione, pare quasi che la città che stiamo visitando abbia molto più da offrire rispetto alla nostra di provenienza. Passeggiando per le vie del centro ogni scorcio ci pare suggestivo, siamo curiosi di conoscerne la storia, la cultura e tendiamo il nostro orecchio ad ogni suono, convinti che possa completare l’idea che ci siamo fatti di quella tipica atmosfera da vacanza.

Ma siete mai stati turisti della vostra stessa città?

Sarà capitato a tutti in vacanza di inchiaccherarsi con qualche straniero, anch’egli turista e, tra le classiche domande di rito, finire a chiedersi a vicenda dello stato di provenienza. Ebbene, non immaginate quante volte mi sia sentita in imbarazzo nel vedere i sorrisi dei miei interlocutori alle mie risposte ”Yes in Emilia Romagna, from Ravenna!” o ” Well, do you know Ravenna?” o ancora ” Yes.. that, Ravenna, yeah, the mosaic city.” Tutti avevano qualcosa da raccontarmi: chi ci era già stato per scoprirne la storia, chi ci era passato seguendo un percorso con le tappe più importanti a loro dire d’Italia, chi ancora aveva in programma di andarci e chi ancora non ci era stato, ma già ne aveva studiato i luoghi da visitare.

Secondo l’ultimo rilevamento ufficiale ISTAT, pubblicato lo scorso anno in riferimento al precedente 2018, l’Italia è il terzo paese Europeo per numero di presenze negli esercizi ricettivi e, nello specifico, Ravenna è tra le prime 20 città Italiane più visitate. Basti pensare che ancora conserva il suo fascino di superba capitale dell’Impero d’Occidente, custodendo nelle sue basiliche e nei suoi battisteri il più ricco patrimonio di mosaici del V e VI secolo.

Ravenna vanta ben otto monumenti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, ed è una delle poche città in tutto il mondo a poterlo fare.


Io ne sono venuta a conoscenza un mese fa, ma.. non é mai troppo tardi per imparare, giusto?

Un pomeriggio da turista a Ravenna.

Finito di pranzare, V. ed io diamo inizio al nostro pomeriggio da turiste. Segnamo sulla mappa i luoghi che vogliamo visitare, controlliamo gli orari di apertura al pubblico e i prezzi di ogni biglietto. Se siete residenti sotto la provincia Ravenna vi basterà mostrare un documento ad ogni ingresso per poter entrare gratuitamente. In alternativa, in via Giuliano Argentario, una perpendicolare di Viale C. Cavour, trovate diversi negozietti di souvenirs e la biglietteria ufficiale.

In poche ore riusciamo a percorrere un giro che ci lascia senza parole.

Partiamo dalla Basilica di San Vitale, elevata alla dignità di basilica minore nel 1960 da papa Giovanni XXII. Elementi romani e bizantini si combinano insieme a formare una struttura esternamente molto semplice e poco adornata, ma di architettura piú complessa.

Entrata della Basilica di San Vitale. A Sinistra , entrata al museo nazionale di Ravenna.
Facciata esterna posteriore della Basilica di San Vitale, vista dal Mauseleo di Galla Placidia.

É sicuramente il suo interno a lasciare i visitatori a bocca aperta. Non approfondirò la descrizione con tanto di adeguata terminologia, perchè io stessa mi sono trovata alla ricerca del significato di alcune parole una volta lì. Mi limiterò quindi a dirvi di come la maestosità di questi mosaici accarezzati dalla luce renda la visita davvero mistica.

Interno della Basilica di San Vitale, Ravenna.
Interno della Basilica di San Vitale, patrimonio dell’umanità.
Ravenna.
Interno della Basilica di San Vitale, patrimonio dell’umanità.
Ravenna.

Una volta attraversato il cortile interno, ci dirigiamo al Mauseleo di Galla Placidia. Non vi è certezza sull’identificazione funzionale della struttura, la tradizione vuole che la figlia di Teodosio, reggente dell’Impero Romano d’Occidente, fece costruire questo mausoleo per sè, per il marito e per il fratello Onorio. Si ipotizza anche che l’edificio fosse in origine collegato alla Chiesa di Santa Croce attraverso un portico, ora andato perduto.
Il mausoleo presenta la forma di una croce latina ed è proprio la navata centrale, leggermente più lunga delle altre, a fungere da entrata. Internamente ammiriamoi bracci dalle volte a botte, alla fine di tre dei quali sono posti i tre sarcofagi in marmo.
La cupola centrale domina lo spazio, sfavillante dello splendore del suo mosaico.

Vista della cupola interna del Mausoleo di Galla Placidia, patrimonio dell’umanità.
Ravenna.
Navata d’entrata al Mausoleo di Galla Placidia, patrimonio dell’umanità.
Ravenna.

Una passeggiata per il centro cittadino, ad ammirare gli scorci Ravennati e la sua architettura e, in una manciata di minuti, giungiamo alla sua tomba.

Proprio in questa città, nella giornata di oggi dell’anno 1300 aveva inizio il viaggio ultraterreno di Dante Alighieri.

La tomba di Dante è monumento nazionale al sommo poeta e forma insieme al giardino con il Quadrarco e ai chiostri francescani, una zona di silenzio e rispetto nominata così ”zona Dantesca”.
Nel 2007 l’edificio in stile neoclassico è stato sottoposto a restauro.

Tomba monumento al poeta Dante Alighieri, Ravenna.

La vicina Basilica di San Francesco si affaccia sull’ononima piazza, alla fine della quale trovate l’ufficio informazioni del turismo di Ravenna.

Basilica di San Francesco, zona Dantesca di Ravenna.

Di questa struttura, inutile negarlo, ciò che maggiormente ci ha colpite è la cripta interna. Una volta entrati, attraversate le navate lunghe più di 46 metri, ed arrivate all’abside, interamente rialzata rispetto al pavimento delle navate, congiunto da una scalinata. Grazie a quest’ultima, che si snoda sotto al presbiterio stesso, si giunge ad una finestrella ad arco che si affaccia sulla cripta. Sul pavimento è ancora possibile intravedere antichi mosaici, attualmente ricoperti d’acqua, trovandosi sotto il livello del mare.

Cripta interna alla Basilica di San Francesco, Ravenna.


Essendo ormai tardo pomeriggio, gli edifici aperti al pubblico stanno apprestandosi alla chiusura, questa Basilica è l’ultima struttura che visiteremo anche internamente.
La nostra passeggiata culturale procede per qualche centinaio di metri fino alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, costeggiando poi il MAR, il museo di arte della città di Ravenna e portandoci ad una sosta di relax ai giardini pubblici, che vi ricordo esser sede del planetario.

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna.
MAR, Museo di Arte della città di Ravenna.

Tornando verso la macchina decidiamo di perderci per le vie del centro, provando strade diverse da quelle seguite all’andata ed è così che ci troviamo ad ammirare la cupola del Battistero Neoniano baciata dalla luce del tramonto. Sfortunatamente non riusciamo ad ammirare i mosaici interni, poichè già chiusa al pubblico.

Battistero Neoniano, Ravenna.



Per concludere la nostra esperienza nella cultura Ravennate, ci fermiamo a brindare al pomeriggio breve ma soddisfacente che ci lasciamo alle spalle in una delle suggestive corti interne raggiungibili da Viale Cavour.


Qualche consiglio prima di salutarvi:
– arrivare in treno è un’ottima idea, la stazione di Ravenna dista 5 minuti a piedi dal centro, davvero molto comoda come posizione. In alternativa, doveste andare in macchina come abbiamo fatto noi, consiglio il parcheggio di Largo Giustiniano, del costo di 3 euro per tutta la giornata, o il parcheggio vicino alla Rocca Brancaleone se, come noi, apprezzate muovervi a piedi e la bella giornata vi permette una sosta rifocillante e rilassanti ai giardini della Rocca stessa.
– controllate bene orari di apertura e chiusura delle singole strutture, per quanto il vostro tour possa sembrare più comodo, non è detto vada d’accordo con gli orari di tutte le strutture!
-partite a mente libera. Non pensate alla squadra di calcio, non pensate a cosa abbia fatto a chi, dimenticatevi le voci e gli stereotipi che avete sentito dagli amici. Concedetevi di godervi una giornata, o mezza che sia, di totale stupore, che vi conceda di apprezzare e di meravigliarvi nell’ammirare la città dei mosaici.

In un periodo così impegnativo, è bello sapere che oltre a questo schermo qualcuno sia arrivato fino a qui, con ancora la voglia di viaggiare e di scoprire e che, chissà, magari un giorno mi scriverà per confermarmi quanto siano magici i mosaici Ravennati.


Giada. ☀️

9 Comments on “Capitale storica dell’Impero d’Occidente: Ravenna, la città dei mosaici.”

    • Devo confessarti che se prima pensavo di dare troppe poche attenzioni al mio paesino e a quelli limitrofi, adesso davvero NON VEDO L’ORA di camminare di nuovo per le strade, dalle vie dei borghi ai viali alberati 🙈 che meraviglia l’Italia. 😭

      "Mi piace"

  1. Pingback: Capitale storica dell’Impero d’Occidente: Ravenna, la città dei mosaici. — Travel to be more – Revolver Boots

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: